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La Dott.ssa Valentina Valente di Reteconomy / Sky mi intervista come il “tartassato” della settimana

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Lo scorso mercoledì sera sul canale 512 di Sky, Reteconomy, è andata in onda l’intervista che il contribuente Carlo Filippo Follis ha rilasciato alla Dott.ssa Valentina Valente. Titolo dell’intervista “Dagli al disabile!”.

Ringrazio innanzitutto la giornalista Dott.ssa Valentina Valente e la sua cameraman Dott.ssa Laura Fazzini per un’intervista che si aggiunge alla saga dell’ “Imprenditore Disabile macellato dal Fisco italiano”.

I temi trattati sono ovviamente già noti a chi mi segue su questo Blog e sui Social Network. Questa intervista, a differenza di molte altre, ha una importante peculiarità: Laura Fazzini è riuscita a documentare come agisco lavorando al computer, quali strumenti utilizzo per essere autonomo nel lavoro che può essere svolto tramite computer e certamente ha reso evidente la fatica con la quale un Disabile può fare impresa come fanno tutti ma con un differenziale di spesa energetica decisamente più alto.

Vi invito a guardare questa intervista che, rispetto ad altre, è molto breve; dura solo 3:27 minuti. Eppure in questo lasso di tempo si ha una chiara idea del perché Reteconomy abbia deciso di farmi diventare Il tartassato della settimana.

L’intervista, in particolare, la dovrebbero però anche vedere quei soggetti che hanno contribuito a generare una aberrazione fiscale con relativa estorsione / furto di denaro:

  1. L’Agenzia delle Entrate
    Ovviamente quando parlo di Agenzia delle Entrate mi riferisco solo a quei soggetti che indefessamente pretesero l’esibizione di un CMR che le Risoluzioni interne della stessa Agenzia non ritengono necessario a prova di una avvenuta esportazione di un bene. È folle che tre soggetti, dipendenti e funzionari, abbiano avuto il coraggio di estorcere – rubare – del denaro da un credito IVA legittimo.
  2. Il Corriere internazionale
    Affermo ancora in forma dubitativa, ma la certezza sta per arrivare, che il corriere fu tanto irresponsabile da negare una copia conforme del CMR avvalendosi, a suo dire, di una fantomatica legge che permetterebbe a tutti i Vettori di distruggere gli archivi, cartacei ed elettronici, dei CMR dopo solo 13 mesi dalla loro compilazione. Questa normativa fantasma sarebbe in conflitto con la legge che obbliga alla conservazione dei documenti per 60 mesi.
  3. Il mio commercialista
    È incredibile che un commercialista di rinomata fama non si sia preoccupato di capire che la richiesta dell’Agenzia delle Entrate era non solo folle ma non supportata da leggi. Non solo, come sopra detto il fatto si poteva riscontrare da subito come conflittuale rispetto alle Risoluzioni interne diramate dai più alti vertici dell’Agenzia delle Entrate e disponibili sul portale della stessa AdE. Pazzesco!

Quel soggetto dalle movenze e dal parlato anomalo che potete vedere nell’intervista – che sono poi io – è stato quindi macellato democraticamente come molti altri imprenditori vittima di un sistema malato e deficitario di competenze. Questo senza nemmeno tenere conto che, con un pennarello fra i denti e una palla sotto il piede, per 30 anni ha fatto impresa pagando stipendi e creando ricchezza indotta. Parte di questa ricchezza è stata incassata anche da quel commercialista che non si prese un minuto per capire cosa stavano combinando al suo cliente.

Colgo l’occasione per mettere in evidenza l’ennesima assurdità italiana che vi spiego per come l’ho capita non essendo né un commercialista né un tributarista.
Pare che l’Agenzia delle Entrate non potrà essere denunciata per furto perché semplicemente è l’Agenzia delle Entrate, l’ordinamento tributario sembra non prevedere che a rubare sia anche il Fisco. Ve l’ho raccontata nella forma più breve possibile perché questo dettaglio mi impone di essere conciso tanto è ben condensata la follia che regola le nostre leggi.

Oramai non appartengo più al mondo del lavoro, mi rimane la speranza di riuscire a diventare ricco facendola pagare a chi ha agito male o non ha agito.

Vi chiedo però una cortesia: non fatevi mettere i piedi in testa perché l’Italia è un gran Paese e nella sua grandezza è anche grandemente deficitario di persone che agiscono con competenza e rispetto per chi fa impresa creando ricchezza. Non permettete che vi riducano a soggetti schiavi di una dittatura fiscale perché semplicemente non siamo in un tale regime, come non tutti gli attori interessati sono folli e incompetenti come quelli che ho incontrato io per questa ultima avventura derivante dal lavoro. Posso invece garantirvi che vi sono funzionari e liberi professionisti che fanno il loro mestiere sapendo bene come devono agire; cercate questi, rivolgetevi a loro e chissà che arrivi un giorno in cui chi ha sbagliato paghi come chi è obbligato a pagare pur non avendo sbagliato.

A chiosa di questo mio articolo, post, torno a ringraziare la troupe di Reteconomy / Sky e tutti coloro che hanno preceduto le attrici di questo mini documentario che mostra come si può fare impresa beffandosi dei propri limiti.

Grazie Dott.ssa Valente e grazie Dott.ssa Fazzini!

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A proposito dell’autore

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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