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Appello a TIM: acquisti online e rateizzati con IVA al 4%

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I Disabili iscritti alla Legge 104 del 1992 possono richiedere la riduzione dell’IVA su determinati prodotti come i telefoni mobili o smartphone. Se TIM introducesse nel suo Store il doppio prezzo creerebbe anche una nuova cultura dell’accessibilità / vita indipendente.

È tempo di Feste, di Natale e quindi di regali. I Disabili – spesso con problemi motori e quindi di spostamento – fanno largo uso dell’e-commerce. Una realtà generalista come Amazon in questo periodo diventa Santa Amazon che con le sue “Renne Prime” raggiunge chi altrimenti si dovrebbe avventurare per negozi.
Vi sono poi portali meno generalisti di Amazon, pensiamo allo Store online di Apple; anche in questo caso la varietà di prodotti è molto vasta e, non tutti, possono oggi essere venduti, a un soggetto Disabile, con l’IVA al 4%.
Questo perché il legislatore ha una visione arcaica e stereotipata del concetto di ausilio.

Vi sono però realtà che vendono primariamente prodotti riconosciuti come ausili. È il caso – per esempio – di TIM che vendendo telefonia mobile, se preferite smartphone, commercializza di fatto ausili contemplati come beni a cui si deve ridurre l’IVA se l’acquirente è un Disabile regolarmente iscritto come avente diritto della Legge 104/92. Con questa legge si volle riconoscere ai Disabili gravi determinati benefici per venir loro incontro – attraverso il risparmio – affinché sempre più potessero giocare ad armi pari una vita che è certamente molto più costosa di altre vissute da chi Disabile non è.

Per esigenze personali – sono Disabile – ho potuto constatare da pochi giorni che il mio storico gestore di telefonia mobile TIM non applica l’IVA al 4% su smartphone acquistati a rate. L’indagine è stata svolta con l’aiuto di una mia assistente che si recò in un negozio della catena 4G Retail del gruppo TIM e presso un rivenditore indipendente; questo dopo che invano cercai di avere informazioni dal servizio 119 di TIM.

È necessario ricordare che il valore equivalente all’aliquota IVA, che sia del 22 o del 4%, non finisce negli utili del venditore che, invece, funge da esattore per il Fisco, lo Stato.
In altre parole: TIM non guadagna nulla nel vendere un prodotto più caro perché ivato al 22 anziché al 4%; anzi, il consumatore Disabile – D-Consumatore – potrebbe concedersi più acquisti se agevolati come vuole la legge e quindi incrementare il fatturato di TIM.

Qui di seguito vi propongo una mia auto-intervista che sarebbe dovuta uscire circa dieci giorni fa su una delle più importanti testate online italiane. Chissà, forse era troppo sconveniente o indelicato trattare di un’idea innovativa che dovrebbe già essere realtà… Tanto più dopo 2 decenni dal boom della new economy.

Vi lascio quindi all’intervista per poi proporvi una chiosa che interesserà tutti.

Ciao Carlo Filippo, partiamo subito dal problema che hai rilevato. TIM, e forse anche altri operatori, non applica la riduzione dell’IVA sulle rateizzazioni dei prodotti. Tu e molti altri Disabili iscritti alla Legge 104/92 non potete quindi avere la riduzione dal 22 al 4% a meno che non acquistiate in un’unica soluzione il prodotto. Come hai fatto a scoprire questa incongruenza, questa inosservanza legislativa?

CarloFilippoFollis.name – “Appello a TIM: acquisti online e rateizzati con IVA al 4%”

Ecco un esempio di come potrebbe apparire il “doppio prezzo” nello Store di TIM.
Una modifica veloce e non invasiva, ma di grande cultura sociale!

R: Ciao e Salve a Tutti. Siccome per me questo non è un periodo facile, volevo cambiare iPhone per la necessità di monetizzare il valore dell’attuale; il nuovo l’avrei preso a rate e avrei scelto iPhone X. Sono Disabile dalla nascita per tetra paresi spastica e regolarmente riconosciuto come avente diritto per tutto quanto contemplato nella Legge 104/92. Di conseguenza ho diritto di chiedere la riduzione dell’IVA dal 22 al 4%. Contatto il 119, ma l’operatore non sa darmi una risposta e mi promette di farmi chiamare da un commerciale nei prossimi giorni; Venerdì 1 dicembre mando la mia assistente per negozi TIM, la risposta è sempre la stessa: «Possiamo ridurre l’IVA al 4% solo per gli acquisti in un’unica soluzione, non possiamo modificare i ratei calcolati da TIM.»
Siamo difronte a due problemi:

  • Un colosso come TIM non applica una delle poche leggi pro Disabili, o meglio la applica come è più comodo in termini di procedura;
  • È impensabile che una realtà come TIM non abbia pensato di calcolare 2 ratei: il primo al 22 e il secondo al 4%. È una lacuna imprenditoriale, ma è anche una carenza culturale propria di una società che non sente i Disabili come membri di essa stessa.

L’iPhone X da 64GB TIM lo propone a 1.103,52 € ripartiti in 48 rate: 22,99 €/4 sett.; con l’IVA al 4% la rata sarebbe di € 19,60 SE&O con un risparmio di € 199 sul costo complessivo.

L’IVA al 4% non è un privilegio!
Semplicemente viene incontro a soggetti – i Disabili – che devono spendere molto più di un’altra persona per vivere. Un esempio: dal 2009 ad oggi, per essere autonomo in bagno, ho speso più di 1.300 euro in sedute elettroniche. Un sedere “normale” quanti “strappi” di carta igienica dovrebbe consumare prima di spendere 1.300 euro?
Il risparmio sull’iPhone vale quasi come mezza seduta elettronica…

Cosa pensi che bisognerebbe fare per rendere legittimo un diritto riconosciuto per legge?

R: Prima di tutto applicare la legge!
In seconda battuta proporre di default nella pagina dello Store il doppio prezzo: uno con IVA al 22% e l’altro con IVA al 4%.
Non sarebbe solo “marketing intelligente”, sarebbe soprattutto il riconoscimento dell’esistenza di un mondo praticamente sconosciuto: il D-Mondo, quel mondo concettuale nato dall’insieme dei Disabili.
Se Amazon, Apple e… iniziassero a pubblicare i doppi prezzi vi sarebbe una fisiologica operazione culturale di livello planetario come mai è successo prima.

Fra il 2006 e il 2008 hai scritto molti articoli per il tuo progetto “Apple D-User” e da anni ci parli di D-Mondo, di D-Economia, di D-Mercato etc. Ci vuoi spiegare meglio questa tua targetizzazione di una realtà che però definisci come “condivisa”?

R: Noi siamo simili, siamo due esseri umani di sesso maschile. Il mio “hardware” è però stato danneggiato da chi, usando male il forcipe, mi lesionò il cervelletto rendendomi Disabile dalla nascita.
Stime ormai datate dell’ONU – quindi oggi numeri “piccoli” – calcolavano la popolazione mondiale dei Disabili in ben 650 milioni di soggetti; i Disabili sono quindi la 3ª minoranza mondiale.
Se la società non fosse cieca, e con essa i mercati e…, avrebbe capito da tempo il valore del D-Mondo, della sua D-Economia e delle esigenze di un D-Mercato.
Purtroppo il Disabile è spesso “pilotato” dalle mani che lo affiancano e anziché rendersi Protagonista sottoscrive falsità come le «Diverse Abilità» o accetta che la propria categoria venga “ribattezzata” nell’illusione che si sia fatto qualcosa per chi vive la disabilità.
Bisogna però andare oltre, bisogna pensare che tutti sono potenziali Disabili. Solo questa consapevolezza porterà a pensare e progettare un mondo che sia e che continui ad essere di tutti, anche di chi è diventato Disabile nel corso della vita. Nomi noti come Lamberto Sposini, Michael Schumacher e molti altri testimoniano come una vita possa cambiare in un attimo. La disabilità può anche essere transitoria come dimostra Marco Columbro che risultò vincente sul suo male.
Aggredire – in termini commerciali – il D-Mondo significa sottoscrivere una polizza sul futuro di tutti!
Se TIM avesse pensato in questi termini, questa intervista non vi sarebbe stata…

Quanto vale il D-Mercato?

R: Io posso desiderare iPhone X come fan di Apple, come “Apple D-User”, come chi usa i computer della Mela dal 1994 e da prima che nascesse il primo Macintosh, ma come Disabile spendo per una sempre maggiore e sicura indipendenza.
Il vero valore aggiunto del D-Mercato è la “necessità” per cui si spende. Oggi, in Italia, la prima “industria” è rappresentata dall’occupazione – diretta e indotta – offerta dai Disabili. È una “mini finanziaria” mensile…
Io oggi – come persona fisica non autosufficiente – valgo 2 stipendi per 13 mensilità ciascuno, questo oltre a sedute elettroniche, Mac, iPhone e…
Il D–Mercato vale milioni, miliardi!

Come pensi che il mondo si sia mosso per venire incontro alle esigenze dei Disabili?

R: Certamente non come ha fatto per altre realtà!
La colpa è del mancato protagonismo dei Disabili. I Disabili NON possono solo pretendere e criticare, devono essere dei “Protagonisti Propositivi”!

Cosa vorresti proporre ai grandi attori dell’e-commerce affinché gestiscano meglio le esigenze dei loro D-Clienti?

R: Vorrei che aggredissero il D-Mondo, ma con l’ausilio di Disabili competenti. Queste “aggressioni” nella maggior parte dei casi avrebbero un costo praticamente pari a ZERO.
Pensiamo, ad esempio, al doppio prezzo negli Store di cui parlavo prima con un semplice sistema di upload per i documenti utili a far valere il diritto dell’IVA al 4 anziché al 22%.
Per legge bisognerebbe però sollevare il venditore da eventuali sanzioni, multe, perché la responsabilità è del dichiarante – del Disabile – che ha sì dei diritti, ma ha anche il dovere di non “rubare” passando per l’appunto attraverso i suoi diritti.
Questo potrebbe essere un buon inizio!

Quanto possono fare invece le istituzioni?

R: La risposta sarebbe chilometrica. Ti anticipo che, se gli attuali problemi non mi prosciugheranno le energie, nel 2018 pubblicherò un libro dedicato alla riorganizzazione del D-Mondo.
Sarà interessante leggere come molte realtà, cose e procedure pensate per i Disabili saranno anche una tutela e una facilitazione per tutti.

Prima hai citato iPhone X, qual è il tuo giudizio da “D-User”?

R: Il grado di eccellenza di questo iPhone celebrativo è noto a tutti. Per me che sono un Disabile distonico il Face ID è un sogno!
Non posso giudicare un prodotto se non l’ho provato, mi era più facile parlare di Mac anni fa. Tuttavia mi sembra che Apple abbia definito un nuovo e più elevato livello di usabilità in funzione di una altrettanto evoluta accessibilità. Per il D-User iPhone X è un desiderio nel cassetto…

In chiusura. Se potessi chiedere che qualcosa si avverasse nel 2018, quale sarebbe il tuo desiderio?

R: Poter avere l’attenzione di Tim Cook per un’ora, ovviamente incontrandolo di persona! Se poi TIM mi volesse omaggiare un iPhone X… uauh!

in conclusione

Se TIM non ha pensato al doppio prezzo non è perché vuole essere “cattiva” nei confronti dei Disabili. È più probabile che la colpa sia di chi dovrebbe, o doveva, tutelare i Disabili in quanto tali e in quanto consumatori.
TIM è una società attenta e lo dimostra in questi giorni con il suo Inclusion Week.
Spero che TIM accolga questo invito e che faccia da apripista per Amazon, Apple e…

Prima di combattere le barriere architettoniche bisognerebbe riprogettare il presente con azioni concrete che contribuiscano a fare cultura inclusiva tanto più se il loro costo è quasi pari a zero.

Dai TIM, non ci deludere!

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A proposito dell’autore

Sono nato il 25 febbraio del 1963 ed a 23 anni ho coronato il mio primo sogno d'impresa: un'attività commerciale che durò per circa vent'anni. Dopo un periodo sabbatico fondai nel 2009 Ideas & Business S.r.l. che iniziò la sua opera come incubator di progetti. Nel 2013 pensai di concretizzare un sogno editoriale: realizzare un network di testate online. DisabiliDOC.it è la seconda testata attiva dal 16 febbraio 2015. Altre già pensate e realizzate prenderanno vita pubblica nei prossimi mesi. Per ora scrivo per passione come per passione ho sempre lavorato per giungere alla meta.

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